mercoledì 4 aprile 2007

Gli Specializzandi scendono in piazza


CATANIA. Maggiori garanzie sul contratto e precise informazioni sul prossimo bando di concorso per le scuole di specializzazione medica. Sono queste le legittime richieste alla base dello sciopero, indetto dai medici specializzandi (cominciato ieri si concluderà domani in tutte le città d’Italia). A Catania nella mattinata di ieri a piazza Università la categoria in questione ha manifestato, insieme alle sigle sindacali Asmed (Associazione siciliana medici), Flc e Cgil, il proprio dissenso. Qui i giovani dottori, muniti di camici bianchi e mini-striscioni di protesta, hanno voluto sensibilizzare l’opinione pubblica verso una situazione, diventata per loro, ormai insostenibile: «Siamo veramente stanchi - afferma Carmelo Puglisi portavoce della protesta e membro dell’Asmed - per il disinteresse che il governo ha nei nostri riguardi. Abbiamo deciso quindi di proclamare uno sciopero nazionale di tre giorni a cui Catania ha aderito solo per la giornata di ieri, dalle 10.30 alle 16.00, per evitare grossi disagi ai pazienti delle strutture sanitarie. Scendiamo in piazza - prosegue Puglisi - per manifestare il nostro dissenso contro la mancata attuazione della normativa 368 del ’99 che regolamentava la nostra categoria e ci dava materialmente un contratto. Purtroppo attualmente siamo trattati e riconosciuti dallo Stato come dei borsisti e non come lavoratori, quindi non abbiamo diritto alla malattia, alle ferie ed alla gravidanza per le donne. Ad aggravare il tutto c’è anche uno stipendio fra i più bassi d’Europa: con i 960 euro che percepiamo normalmente al mese dobbiamo pagare le tasse d’iscrizione all’università, in quanto risultiamo essere ancora studenti, l’Enpam e l’iscrizione all’albo dei medici. Con la manifestazione di oggi - conclude Puglisi - vogliamo che l’attuale Governo dia precise garanzie sia sul prossimo bando concorso per le scuole di specializzazione sia sul Decreto Dpcm per l’approvazione dello schema-tipo del contratto». protesta dei medici specializzandi, amareggiati anche per il mancato mantenimento della promessa di un contratto entro novembre 2006, raccoglie le adesioni delle varie "sigle" nazionali (l’Interconferenza dei presidi della Facoltà, la Federazione nazionale dell’ordine dei medici e la Conferenza dei rettori universitari ) e cittadine (la presidenza del corso di laurea in Medicina di Catania e l’ordine dei medici catanesi).

[Notizia tratta da LA SICILIA del 3 aprile 2007, articolo di Damiano Scala]

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