Specializzazione medicina:scontro tra laureati e Ministero
“È una guerra tra poveri”, a dirlo sono i neo laureati in Medicina e Chirurgia “perfettamente in tempo, cioè fra luglio e ottobre 2007”, che stamattina sono scesi in piazza davanti al ministero dell'Università e della Ricerca perchè rischiano di essere esclusi dal concorso per le scuole di specializzazione in quanto non ancora abilitati.
Gli altri sono quelli che hanno già ottenuto l'abilitazione professionale a luglio dello scorso anno e che sono in attesa già da mesi di un concorso per entrare alle Scuole di Specializzazione (esame che doveva essere a novembre e che ora dovrebbe essere fissato per gennaio 2008), che hanno intasato la casella postale del ministero con più di settecento mail per chiedere che l'esame sia fissato il prima possibile.
La risposta del ministero, dopo più di un'ora di colloquio con i rappresentanti dei neolaureati, è che il bando è "imminente", ma che ci sarà “un'ampia riflessione sulle argomentazioni esposte”. Da Trieste e da Messina, passando per Padova, Varese, Siena, Perugia e ovviamente Roma, i neolaureati, più di trecento, hanno manifestato per quattro ore armati di fischietti, trombe da stadio e decine di cori studiati nella notte durante il tragitto per raggiungere la Capitale.
Erano circa 500 neolaureati in medicina, in attesa del concorso di specializzazione, a manifestare a Roma davanti al ministero dell'Università e della Ricerca. Tanti gli striscioni di protesta esposti. Si va da un poco ottimista "Abilitandi mai Specializzandì", ad un altro che recita "Specializzazione non prima della pensionè", fino ad arrivare all'inequivocabile "Neolaureati parcheggiatì". Camice addosso e un'etichetta appiccicata con scritto “laurearsi in tempo nuoce gravemente alla salute”, intonano “non ho l'età” come nella celebre canzone di Gigliola Cinquetti, ma non ho l'età “per specializzarmi, e i soldi per la pizza li chiedo a papa”; o “che fretta c'era, firma il bando a primavera”, ricordando il successo di Loretta Goggi.
La colpa è dell'incongruenza del calendario, spiegano al ministero ripetendo le parole dello stesso ministro pronunciate prima dell'estate in un question time a Montecitorio: “Ogni anno le sessioni di laurea sono tre, gli esami di abilitazione due e l'esame di ammissione uno solo”. Ci sarà sempre qualcuno che ci rimette, dunque. “Ben venga un riordino del calendario - dicono gli 'abilitandì - ma sia fatto tenendo conto dei tempi naturali del corso di laurea, senza penalizzare chi si è dato da fare per laurearsi in tempo”. “Se il ministro firma il decreto commette una grave ingiustizia - spiega Riccardo Casadei, di Federspecializzandi - costringendo proprio i più meritevoli a rimanere parcheggiati per un anno”.
E dopo questo 'nulla di fattò sono pronti a mobilitarsi in tutte le città e a indire “se necessario un'altra manifestazione a Roma” per chiedere che la data per l'ammissione alle specialità sia spostata a marzo.
Daria Raiti
1 commento:
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