
Dal 2 al 4 aprile i reparti medici universitari catanesi rischiano la paralisi. Sarà, infatti, la conseguenza dello sciopero dei medici specializzandi - a Catania sono circa 800 - che incroceranno le braccia in tutt’Italia per protestare contro «il ritardo dell’attuazione del contratto per i medici in formazione». A Catania gli specializzandi manifesteranno in camice in piazza Università (a partire dalle 11) davanti alla sede del Rettorato. «Anche nella nostra città, come in tutt’Italia, ci sono centinaia - dice il presidente provinciale dell’Asmed, l’Associazione siciliana medici, Carmelo Coppolino - di giovani medici che ogni giorno si assumono responsabilità professionali e turni logoranti per 980 euro al mese, senza avere un minimo di diritti garantiti dallo Stato, che peraltro li considera di fatto non lavoratori ma ancora studenti senza diritti basilari come la tutela della malattia, della gravidanza e della previdenza sociale». L’approvazione del contratto - atteso da tre anni - è legata a doppio filo alla pubblicazione del bando di Concorso per l’ammissione alle Scuole di Specializzazione mediche che, in teoria, doveva essere pubblicato già nell’ottobre 2006. «È superfluo sottolineare - dicono all’Asmed - come una generazione di medici neolaureati aspetti con trepidazione questo concorso, che ormai rappresenta la vera porta di ingresso alla professione medica ». Per le giornate di sciopero gli specializzandi hanno incassato anche il sostegno dell’ Ordine dei Medici di Catania e della Presidenza del Corso di Laurea in Medicina «È importante sottolineare che, allo scopo di non creare un disagio eccessivo ai pazienti ed alle strutture sanitarie catanesi - ha precisato Coppolino - abbiamo deciso di astenerci dalle attività di reparto nella sola giornata del 2 dalle 10.30 alle 16 dello stesso giorno, anche se la manifestazione nazionale della Federspecializzandi è proclamata per le tre giornate. Siamo, però, intenzionati a riproporre nel tempo la protesta qualora la situazione non si sbloccasse in tempi brevi». Proprio pochi giorni fa, il 21 marzo, la Conferenza dei rettori aveva espresso la sua «soddisfazione» per la firma del decreto del presidente del Consiglio che rendeva possibile chiudere questione del contratto di lavoro per i medici specializzandi. Ma il perfezionamento dell’iter normativo non si è verificato.
[Fonte tratta da LA SICILIA del 29 marzo 2007]
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